I SINTOMI NELLA MALATTIA DI PARKINSON

 

Sintomi nella malattia di Parkinson

 

I pazienti affetti da malattia di Parkinson (MP) possono sperimentare “sintomi motori”, ovvero che interessano il movimento, e “sintomi non motori” che non riguardano il movimento.

Le manifestazioni della MP variano molto da individuo a individuo: alcune persone infatti potrebbero avere come sintomo principale il tremore ad una o ad entrambe le mani, mentre altre potrebbero non tremare affatto e avere, ad esempio, problemi di equilibrio.

La MP è una patologia che tende a peggiorare negli anni. Nelle fasi iniziali i sintomi sono spesso limitati ad un solo lato del corpo, nel tempo però anche l’altro lato può essere coinvolto, sebbene solitamente in maniera più lieve.

 

Sintomi motori

 

I sintomi motori sono le manifestazioni più evidenti della MP, ma anche altri sistemi del nostro corpo vengono colpiti.

Tali sintomi sono la conseguenza della morte precoce di alcune cellule nervose in grado di produrre un neurotrasmettitore chiamato dopamina. Questo neurotrasmettitore è responsabile del controllo dei movimenti, delle risposte emotive e della capacità di provare piacere e dolore. La progressiva morte di queste cellule determina una ridotta produzione di dopamina e, di conseguenza, la comparsa della difficoltà di movimento.

I principali sintomi motori della MP sono la lentezza dei movimenti o bradicinesia, il tremore a riposo, la rigidità e la perdita di equilibrio (instabilità posturale). Quest’ultimo sintomo solitamente compare tardi nel corso della malattia, una sua comparsa nelle fasi iniziali può essere indicativa di una forma di parkinsonismo atipico. La presenza di bradicinesia associata ad almeno uno degli altri tre sintomi consente al medico di indirizzare la diagnosi verso una sindrome parkinsoniana.

 

Nel corso della malattia possono comparire anche altri sintomi motori come, ad esempio, le alterazioni del’andatura: le persone affette da MP tendono ad avere un’andatura a piccoli passi con il piede che striscia sul pavimento e con una riduzione dei movimenti pendolari delle braccia. Un sintomo caratteristico è il cosiddetto “freezing” della marcia, una sensazione di piedi incollati al pavimento presente soprattutto all’inizio del movimento, nel girarsi o nel passaggio in spazi ristretti. Al freezing si può associare la festinazione, cioè la tendenza ad aumentare progressivamente la velocità della marcia con passi piccoli e rapidi. Il freezing e la festinazione richiedono particolare attenzione in quanto possono aumentare il rischio di cadute.  Nel corso della patologia i pazienti possono assumere una postura tipica definita atteggiamento parkinsoniano caratterizzata da una lieve flessione delle ginocchia e dalla flessione in avanti del busto e del collo.

Un altro sintomo motorio è la micrografia: la scrittura tende a farsi più piccola, irregolare e meno comprensibile.

La bradicinesia e la rigidità della muscolatura del volto determinano l’ipomimia cioè la ridotta espressività del volto e una riduzione del numero di ammiccamenti (numero di volte in cui si sbattono le palpebre in un minuto). Possono essere inoltre presenti ipofonia (riduzione del tono della voce) e disfagia (difficoltà nell’ingoiare soprattutto l’acqua) a causa della riduzione dei movimenti dei muscoli che ci consentono di produrre suoni e di ingoiare. Una conseguenza della difficoltà nell’ingoiare è la perdita di saliva o la sua eccessiva produzione (scialorrea).

Le distonie sono invece delle contrazioni fisse o intermittenti dei muscoli che possono far assumere alle mani o ai piedi delle posizioni anomale. Infine, le discinesie sono dei movimenti involontari e irregolari del volto, delle braccia, delle gambe o del tronco che, nella maggior parte dei casi, si verificano dopo aver preso il farmaco.

 

Sintomi non-motori

 

I sintomi non motori sono tutti quei sintomi legati alla malattia di Parkinson che non coinvolgono il movimento. Tali sintomi vengono spesso sottovalutati e possono passare inosservati, ma devono essere accuratamente indagati poichè possono risultare anche più problematici e invalidanti dei sintomi motori. Alcuni di questi sintomi inoltre possono comparire molti anni prima della diagnosi e, come quelli motori, possono essere fluttuanti durante l’arco della giornata.

Tra i sintomi non motori sono annoverati l’iposmia (ridotta capacità di avvertire gli odori), la stipsi, i problemi urinari (urgenza, incontinenza, aumentata frequenza o pollachiuria), i disturbi dell’umore (ansia, depressione, apatia), l’insonnia, l’eccessiva sonnolenza diurna, i disturbi del comportamento durante il sonno REM o RBD (il paziente si agita durante la notte, urla, da pugni, dando l’impressione che stia vivendo il sogno), la sindrome delle gambe senza riposo o RLS (tale sindrome consiste nella comparsa di un fastidio non ben spiegabile alle gambe che compare soprattutto quando il pazienti si mette a letto e scompare muovendo le gambe), l’ipotensione ortostatica (capogiri che si verificano quando ci si alza dalla sedia o dal letto), l’eccessiva sudorazione, la “fatigue” (sensazione di fatica che non si allevia con il riposo), la sazietà precoce, il dolore, la disfunzione erettile, i deficit di attenzione, linguaggio e memoria fino alla demenza (che solitamente compare solo molto tardivamente).

Fortunatamente molti di questi sintomi sono trattabili, quindi è fondamentale conoscerli e riferirli al medico così da iniziare una terapia che possa migliorare la qualità della vita.

 

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